Storia



Marco - Nel 2001, in via Emanuele Filiberto, dietro la vetrina dello storico bar Borsa, a Padova, chiuso ormai da mesi per fine gestione, la gente nota un cinese che fa le pulizie in vista dell’imminente riapertura.
Quasi tutti storcono il naso: “Ma come un cinese che riapre il mitico Bar Borsa punto di riferimento in centro per i padovani dagli anni ‘30. Mah!” Ed invece, già nei primi giorni della riapertura, Hu Lishuang detto Marco, originario dello Zhejiang, regione meridionale della Cina sotto Shanghai, sposato con Maria, tre figli, due maschi ed una femmina, con vent’anni di esperienza lavorativa a Milano, si rivela un imprenditore capace, qualificato e simpatico a tutti.
Tant’è che, per tutto il periodo che gestisce il bar di proprietà della Camera di Commercio, il Borsa dopo un letargo che durava da anni viene rilanciato a tutti i livelli. In pratica il piano sottostante diventa un elegante self-service frequentato anche da tanti impiegati del centro storico ed il piano terra un dinamico e spumeggiante barspritz, animato, nelle happy hours del pomeriggio, da molti giovani e da belle ragazze. Dopo la felice esperienza trascorsa al Borsa, Marco lascia il Veneto sino all’agosto 2007 quando, a Preganziol, sul Terraglio, a due passi da Treviso, inventa il primo vero ed originale Wok-Sushi d’Italia.

Un nuovo e rivoluzionario tipo di locale unico al mondo, dotato di 350 posti, con la cucina a vista. In modo tale che i clienti possono verificare con i propri occhi il modo di cucinare, la qualità dei prodotti utilizzati ed anche l’accurata pulizia ed igiene di tutti gli addetti ai lavori. Il marchio ed il logo vengono registrati, ma le imitazioni, da allora ad oggi, come si prevedeva, non sono mancate. Imitazioni inutili perché il Wok-Sushi, targato Marco, era e resta il migliore. Il prezzo, poi, è rivoluzionario: 10,90 euro a pranzo e 15,90 a sera con buffet a volontà.
Ognuno può mangiare tutto quello che vuole e sul bancone non mancano mai le specialità tipiche della cucina cinese, ad esempio spaghettini di soia alle verdure, giapponese, sushi al tonno rosa ed anche italiana, ad esempio bistecca ed insalata.
Ma Hu Lishuang, non si ferma ad un solo Wok-Sushi. Il 15 dicembre 2008, a Cadoneghe, sulla SS del Santo, apre il Wok-Sushi numero due. Un locale ancora più grande e più bello di quello di Preganziol, con 500 posti a sedere. E proprio nel mega ristorante padovano, su suggerimento del suo grande amico personale il Governatore del Veneto, Luca Zaia (che aveva inaugurato il locale trevigiano un anno prima quando era il vice di Giancarlo Galan), Marco adotta una formula vincente validissima ancora oggi: cucina orientale ma con tutti i prodotti a km zero.

Una scelta importante che testimonia l’integrazione ottimale degli stranieri lavoratori nel Veneto ed anche il contributo quotidiano che gli immigrati imprenditori versano all’economia locale. Il Wok-Sushi di Padova, tra l’altro, è tra i primi in Italia ad utilizzare personale italiano. Con il passare del tempo i due Wok-Sushi di Marco, vengono visitati anche dai ministri Mara Carfagna e Maurizio Sacconi, dal giornalista di Mela Verde, Edoardo Raspelli e da tante autorità locali. Al momento Il bilancio è di totale soddisfazione perché i ristoranti di Hu Lishuang, aperti sette giorni su sette, hanno registrato sempre il tutto esaurito, specialmente dal giovedì alla domenica.
E non è finita! Il signor Hu Lishuang, a breve, aprirà altri due Wok-Sushi. Uno a Marcon Ve, nella zona del Valecenter, a cinque chilometri da Mestre (600 posti) e l’altro a Due Carrare, Strada Battaglia, vicino al Cineplex (800 posti). “Tutti ci vogliono imitare, ma nessuno ci riesce sottolinea Marco. In fondo non temiamo né il confronto e né la concorrenza perché i miei Wok-Sushi si basano sulla qualità, sulla trasparenza in cucina e sulla genuinità dei prodotti.
RICETTE
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Calamari al curry» continua
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